Consorzi di filiera: perché sono LA via MAESTRA per dematerializzare

Ediel è il consorzio per la dematerializzazzione nella filiera Eldom (elettrodomestici ed elettronica di consumo) operativo dal 2009, e che ha concluso il 2010 con più di 100 aziende aderenti fra retail e industria.

Perché un consorzio e perché un consorzio di filiera? La risposta è tanto apparentemente semplice quanto fondamentale. Infatti, se è vero che i benefici della dematerializzazione dei cicli d’ordine e fatturazione sono evidenti, è altrettanto vero che una singola azienda, al di fuori di un sistema di aggregazione, sarà certamente riluttante ad affrontare spese consistenti senza avere certezza né degli standard né delle metodologie né dei protocolli da utilizzare con le sue controparti. Dunque la dematerializzazione funziona solo se un settore decide di mettere a fattore comune una serie di elementi. Non è solo una questione di sinergie ma di condividere effettivamente procedure e dati per ottenere risparmi e maggiore efficienza per tutti. Un’altra considerazione è che non tutti i settori hanno ed avranno pari facilità ad orientarsi verso soluzioni di questo tipo: è evidente che i settori maggiormente polverizzati, dove operano moltissime piccole aziende con procedure molto difformi e dove mancano soggetti leader (o nella produzione o nella distribuzione), in grado di fare da “pivot”, avranno maggiori difficoltà a conseguire risultati. Per fortuna (e credo che in questo senso i consorzi come il nostro siano fondamentali) ci sono settori come quello in cui operiamo che tendono a diventare “aggreganti” rispetto a filiere di nicchia o meno strutturate soprattutto grazie al continuo allargamento delle tipologie di prodotti venduti nei negozi delle catene retail.

Importantissima è anche la capacità di interloquire con soggetti che operano “a lato” della filiera in senso stretto, ma che sono essenziali per arrivare a processi veramente efficaci: penso, basandomi sulla nostra esperienza, alle Università, che devono essere in grado di dare un supporto tecnico importante, e alle banche, di cui parlerò più avanti.

Che cosa ha fatto Ediel e a che punto è del cammino? Intanto abbiamo individuato un modello dettagliato di processo del ciclo dell’ordine di filiera (anagrafica di prodotto, ordine, conferma ordine, bolle e fatture) e il suo costo che, dal produttore al retailer “vale” fisicamente 80 euro. Di questo costo medio di ogni ordine evaso la dematerializzazione è in grado di abbattere circa il 70%. Questi costi sono mediamente ripartiti per il 60% sul produttore (e la logistica) e per il 40% sul rivenditore. In massima parte si tratta di costi impliciti che l’azienda neppure percepisce. Ma i risparmi per le aziende che hanno iniziato ad implementare questi sistemi sono già misurabili in diverse decine di migliaia di euro l’anno. Entro il 2012 pensiamo di essere in grado di dare valutazioni più precise sui risparmi complessivi che si possono ottenere a livello di filiera.

Nel 2010 sono stati scambiati in modalità elettronica più di mezzo milione di documenti , l’andamento delle transazioni nei primi 6 mesi del 2011 ci fa ipotizzare che entro la fine di quest’anno sarà superato il milione di documenti, anche se non ci poniamo target predefiniti in termini di numeri. Di certo abbiamo notato che con la dematerializzazione si verifica un aumento delle transazioni, almeno in campo B2B parallelamente ad un “alleggerimento” delle dimensioni delle fatture. Nel processo elettronico  tendenzialmente a un ordine corrispondono  una sola bolla e una singola fattura. Si stratta di un fenomeno positivo, perché rende più facile riconciliare i documenti lungo la filiera e tendenzialmente ad azzerare gli intoppi. 

Lo straordinario impatto positivo che la dematerializzazione può avere sulla gestione di tesoreria è per noi un risultato molto chiaro a cui stiamo tendendo con forza: stiamo lavorando con il MIP (School of Management del Politecnico di Milano) e con il sistema bancario, in modo che entro l’anno prossimo possano nascere sinergie con il mondo finanziario tali da permettere alle aziende che dematerializzano di avere un miglior accesso al credito. Infatti è chiaro che condividere le informazioni sul ciclo d’ordine, incassi e fatture permette anche a un soggetto esterno di avere un quadro molto più preciso dei flussi di cassa aziendali e con largo anticipo rispetto alle informazioni di bilancio.

Tuttavia non si può nascondere che ci sono ancora resistenze. Per esempio aspettiamo da due anni il decreto legge attuativo per la fatturazione elettronica nella pubblica amministrazione. Se culturalmente stiamo facendo grossi sforzi per sostenere la dematerializzazione, senza strumenti di questo tipo non si arriva a fare quel salto di qualità che questo settore richiede e richiede con urgenza.