Presentazione dei risultati del Sondaggio "Come migliorare il rapporto Banca-Impresa" (FINN News n. 5 - marzo 2012)

Segnali contrastanti nel rapporto Banca- Impresa.

Dall’ultimo Bollettino di Luglio 2012 di Banca d’Italia:

  • “Il costo dei prestiti alle imprese si è gradualmente ridotto dall’inizio dell’anno. Dai sondaggi condotti in primavera sono emersi segnali di attenuazione delle difficoltà di accesso al credito. Tuttavia i miglioramenti restano incerti e prosegue la debolezza delle quantità erogate.”
  • “Con le operazioni di rifinanziamento a tre anni dell’Eurosistema sono stati rimossi i rischi che si potessero verificare problemi nella liquidità delle banche e che questi potessero innescare una crisi sistemica. Le tensioni sul debito sovrano continuano a influire negativamente sulla raccolta all’ingrosso delle banche italiane.” 
  • “Si riduce il ricorso al credito delle imprese”. 
  • “Il valore dei prestiti bancari alle imprese non finanziarie (al netto delle sofferenze e dei pronti contro termine) in maggio era negativo, per il 2,8 per cento; la variazione negativa sui tre mesi precedenti era peraltro più contenuta (-1,2 per cento). Il calo recente dei prestiti bancari ha interessato tutte le classi dimensionali di impresa, incidendo in misura più accentuata sulle piccole imprese. Esso riflette l’indebolimento dell’attività produttiva e i criteri restrittivi di erogazione del credito da parte delle banche, pur in attenuazione rispetto alla fine del 2011”.
  • “Secondo il sondaggio trimestrale di Banca d’Italia-Il Sole 24 Ore, in giugno la percentuale netta di imprese manifatturiere che riportavano un deterioramento delle condizioni di accesso al credito è risultata pari al 30,9 per cento, rispetto al 30,2 di marzo (era al 47,7 nel mese di dicembre 2011). L’incidenza dei crediti alle imprese in temporanea difficoltà (esposizioni incagliate e ristrutturate) sul totale dei prestiti al settore è aumentata al 7,1% in maggio (era pari al 6,6%)”.
I dati di banca d’Italia sopra riportati sono tipici di un contesto restrittivo, ma non così drammatici come emerge invece dai sondaggi con le imprese.
Sembra esserci un problema di capacità delle banche di selezionare le imprese meritevoli, per cui la stretta creditizia si abbatte in modo indifferenziato su imprese di ogni dimensione e livello di rating.

Dall’analisi dei risultati del sondaggio da noi condotto nel mese di marzo 2012 (cfr newsletter n. 5 - marzo 2012) è emerso che il primo segnale percepito dalle aziende come stretta creditizia è stato l’aumento delle condizioni applicate. Grossa rilevanza hanno avuto però anche il rifiuto al rinnovo o all’aumento delle linee di credito.

 

Il nostro sondaggio rileva che per migliorare il rapporto banca – impresa serve in particolare:
  • Un set informativo più completo da parte delle imprese 
  • Maggiore conoscenza dell'attività aziendale da parte dei gestori imprese delle banche 
  • La disponibilità dell'imprenditore ad ottimizzare la struttura finanziaria dell'azienda
 

Le imprese dichiarano la loro consapevolezza circa l’importanza di migliorare il set informativo da presentare alle banche. In particolare riconoscono la necessità di intervenire su:
  • Quantificazione del fabbisogno finanziario futuro
  • Trasparenza sull'effettivo valore dei crediti commerciali e del magazzino
  • Budget finanziario
  • Business Plan/Piano industriale pluriennale
 

Le aspettative delle imprese sono di banche più attente a:
  • fornire il supporto finanziario a progetti di sviluppo dell'impresa
  • dotarsi di una maggiore capacità di selezionare le imprese che meritano credito 
Solo in misura inferiore, invece, ci si attende tempi di risposta più brevi da parte delle banche e migliori condizioni (tassi di interesse e commissioni) alle imprese migliori (ovvero meno rischiose).

 

In conclusione, la situazione è tipica dei momenti di discontinuità in cui si diffonde una certa confusione nei criteri di valutazione del merito di credito, per cui la percezione delle imprese è peggiore della situazione effettiva, indice che le banche stanno adottando approcci poco selettivi.

L’auspicio è che pur con i vincoli derivanti dal contesto macro-economico, le banche riescano ad attivare nuove metologie e processi per selezionare le imprese migliori da sostenere.


Emanuele Facile