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Rapporto Banca Impresa

  
Emanuele Facile's avatar

Il rapporto Banca - Impresa: lo stato dell'arte

Presentazione dei risultati del Sondaggio "Come migliorare il rapporto Banca-Impresa" (FINN News n. 5 - marzo 2012)

Segnali contrastanti nel credito alle imprese. In un contesto restrittivo ma in leggerissimo miglioramento rispetto al periodo di fine anno 2011 – inizio 2012, la percezione della situazione da parte delle imprese è peggiore della realtà. Il diffuso peggioramento delle condizioni e la scarsa capacità delle banche di capire le imprese e le loro esigenze fanno sorgere nelle imprese una percezione molto negativa sull’erogazione del credito. Per uscire da questo impasse nel rapporto banca – impresa, servono nuovi metodi e criteri in grado di valorizzare le imprese migliori. Le banche dovrebbero a tal fine rafforzare la capacità di comprensione del business dei propri clienti mentre gli imprenditori dovrebbero manifestare con più convinzione di credere nell’azienda sia con disponibilità a costruire e fornire alle banche un set informativo più completo che con l’impegno a rafforzare la struttura finanziaria aziendale.

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Melissa Cogo's avatar

Dal 2012 evento di default a 90 giorni

Come già previsto dall’Accordo di Basilea 2, con il 2012 è diventato definitivo l’obbligo da parte delle banche di segnalare i ritardi nella restituzione dei prestiti dopo 90 giorni.
Da quest’anno dunque, le posizioni di sconfinamento o insoluto segnalate in Centrale Rischi, che in precedenza venivano considerate come “evento di default” solo se persistenti da oltre 180 giorni, vengono ora considerate tali se persistenti da oltre 90 giorni.

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Maurizio Belli's avatar

Obbligazioni e Fondi specializzati sul debito per migliorare l’equilibrio finanziario delle PMI

A seguito della crisi finanziaria mondiale degli ultimi mesi , ed in particolare di alcuni Paesi dell’ area Euro, il sistema bancario internazionale si trova in grave crisi di liquidità. Il “downgrading” di molti titoli ha ridotto significativamente l’ammontare di asset utilizzabili dalle banche come collateral per ottenere finanziamenti e, nel contempo, gli Istituti “liquidi” sono molto restii ad impiegare le propria disponibilità sul mercato interbancario in quanto temono il default di molti dei propri “pari”. A conferma di ciò, i depositi delle Banche presso la BCE sono più che quadruplicati negli ultimi 3 mesi.

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Federico Foglia's avatar

Perché Basilea 3 non protegge le banche dal rischio default

Perché i criteri di Basilea 3 non bastano a scongiurare una nuova crisi finanziaria mondiale e come uscirne in maniera semplice, senza costringere gli istituti di credito a livelli di patrimonializzione insostenibili.

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Paolo Marizza's avatar

Destini incrociati: reti d’impresa e nuova finanza per innescare la crescita

Si dice spesso che in Italia manchi una Politica Industriale coerente. In realtà è quasi impossibile pensare a una politica in un contesto dove le differenze territoriali sono rilevanti. Bisogna probabilmente pensare ad approcci dal basso che vedano lo sviluppo di reti di imprese capaci di cogliere i bisogni e esprimere le risposte necessarie ai diversi sistemi territoriali. Una politica industriale soft che coinvolga governi locali, industria, finanza ed organizzazioni private e pubbliche a diversi livelli. La centralità delle PMI nel contesto italiano ha bisogno di nuove visioni e di politiche di sviluppo territoriale che si servano di meccanismi organizzativi dotati di flessibilità ed elevata capacità progettuale. L'impianto delle reti d'impresa può veicolare lo sviluppo di nuovi approcci collaborativi e di nuova finanza per innescare nuovi cicli di crescita. In questo percorso la trasparenza dei rapporti tra i soggetti coinvolti, in particolare nei rapporti economico finanziari, risulterà fondamentale per la finanziabilità dei programmi di rete. Anche attraverso l'evoluzione dei sistemi di valutazione del rischio lungo due dimensioni: la dimensione qualitativa e prospettica dei programmi e la “dimensione network”.

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Paolo Marizza's avatar

Ma la crisi del credito è veramente alle spalle?

Il 15 aprile scorso è uscito il Bollettino Economico della Banca d'Italia numero 64. La pubblicazione trimestrale per la prima volta dal 2009 non si è concentrata sui rischi di insolvenza per le banche, la cattiva qualità e la carenza del credito alle imprese, il peso delle sofferenze. Anzi, una delle affermazioni più importanti della pubblicazione è che già dall'ultimo trimestre 2010 la qualità del credito è nettamente migliorata, e in particolare è migliorata la qualità del credito alle imprese con una forte ripresa della domanda di finanziamenti sia per ristrutturazioni che per investimenti e un sostanziale calo delle sofferenze. Qualche maggior motivo di preoccupazione permane invece per il credito alle famiglie e in particolare per la quantità di incagli nei mutui casa.

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